Comunicato Aziendale presente sul sito del produttore:
IKEA invita i clienti che hanno acquistato un guardaroba PAX con anta a specchio AURLAND prodotta dal fornitore N. 12650 a contattare immediatamente il Servizio Clienti.
IKEA ha ricevuto segnalazioni relative al distacco e alla caduta dello specchio dell’anta che, rompendosi, produce frammenti taglienti. Lo specchio è pesante e può rappresentare un pericolo per gli utenti.
L’anta a specchio PAX AURLAND viene prodotta dallo stesso fornitore dell’altra anta a specchio interessata dallo stesso problema, ELGÅ FENSTAD. Indagini parallele hanno evidenziato problemi simili nelle ante a specchio PAX AURLAND prodotte nelle date 1039 – 1048 (aass – ANNO e SETTIMANA). Il nome del prodotto, PAX AURLAND, la data di produzione e il numero del fornitore sono stampati nella parte posteriore dell’anta a specchio, sul bordo inferiore ( come da immagine allegata).
IKEA invita pertanto i clienti che hanno acquistato un’anta a specchio PAX AURLAND prodotta dal fornitore N. 12650 a contattare il Servizio Clienti al numero verde a loro dedicato 800.92.46.46, dalle 9 alle 20, da lunedì a sabato
Il consumo è l’unico fine e scopo di ogni produzione; e l’interesse del produttore dovrebbe essere considerato solo nella misura in cui esso può essere necessario a promuovere l’interesse del consumatore "Adam Smith"
venerdì 11 novembre 2011
mercoledì 9 novembre 2011
CRISI, SI ALLUNGA IL TEMPO MEDIO PER FARE LA SPESA
La crisi allunga il tempo trascorso a fare la spesa degli italiani che tagliano gli acquisti di istinto e prestano piu’ attenzione ai prodotti che mettono nel carrello. E’ quanto emerge da un sondaggio Coldiretti/Swg dal quale si evidenzia che dopo anni si inverte la tendenza e aumenta il tempo dedicato dalla maggioranza degli italiani (55 per cento) a fare la spesa, nei confronti della quale ben il 72 per cento dichiara di prestare una maggiore cura rispetto al passato.
Gli studi peraltro confermano - sottolinea la Coldiretti - che dedicare piu' tempo alla spesa consente risparmi notevoli. L’infedeltà al negozio o al supermarket premia perchè il prezzo della stessa marca e confezione di spaghetti arriva a triplicare da un negozio all’altro, quello di yogurt e birra, del tutto identici, quasi raddoppia, mentre la stessa confezione di latte cresce del 50 per cento, secondo lo studio sulla dispersione dei prezzi al consumo realizzato da Giovanni Anania e Rosanna Nisticò e pubblicato in un working paper del Gruppo 2013 promosso dalla Coldiretti. La rilevazione dei prezzi di 14 prodotti alimentari di marca in commercio in differenti punti vendita, effettuata dallo studio evidenzia infatti - riferisce la Coldiretti - una forte variabilità, con il prezzo massimo che è pari a circa il doppio di quello minimo per ben sette delle referenze analizzate e arriva a triplicare nel caso degli spaghetti. In altre parole - precisa la Coldiretti - si può arrivare a dimezzare la spesa senza rinunciare alla qualità o alle proprie preferenze specifiche facendo una scelta oculata dei punti vendita, anche se questo comporta in realtà disponibilità di tempo e una buona dose di tenacia per fare la spola tra i diversi negozi.
In Italia la tavola è - sottolinea la Coldiretti - una componente importante della spesa familiare con un valore per famiglia che è stato di 467 euro al mese nel 2010, pari al 19 per cento, ed è per questo che nel tempo della crisi aumenta la necessità di fare acquisti piu’ convenienti per cercare di ridurre il peso sul budget familiare. Il tempo necessario a fare la spesa aumenta perché secondo l’indagine della Coldiretti ben il 61 per cento degli italiani confronta con più attenzione i prezzi e il 59 per cento guarda alle offerte 3 x 2, ma è interessante verificare anche che ben il 43 per cento si accerta della qualità dei prodotti e una percentuale analoga verifica la provenienza. A destare attenzione è dunque - sostiene la Coldiretti - la necessità di risparmiare, ma anche la preoccupazione per la riduzione della qualità dei cibi messi in vendita dalle imprese tentate dal contenimento dei costi nelle materie prime utilizzate. A differenza di quanto accade per altri prodotti non si riducono gli acquisti di cibo, ma si cerca - sostiene la Coldiretti - il miglior rapporto prezzo/qualità per l’alimentazione aumentando il tempo trascorso davanti alla vastità dell’offerta alimentare sugli scaffali. Non è un caso, infatti, che solo il 16 per cento degli italiani dichiara di aver ridotto la spesa o rimandato gli acquisti alimentari, una percentuale superiore solo alle spese per i figli (9 per cento). La consapevolezza dell’importanza dell’alimentazione è evidente, se confrontata ad altri beni di consumo come - conclude la Coldiretti - l’abbigliamento, per il quale ha ridotto la spesa il 51 per cento, o le vacanze (50 per cento) o, ancora, i beni tecnologici (34 per cento).
FONTE COLDIRETTI
lunedì 7 novembre 2011
TRONY PAGHERA' 110 MILA EURO AL COMUNE DI ROMA
Trony pagherà 110 mila euro come risarcimento al Comune di Roma per l' ingorgo creato il 27 Ottobre dall' apertura del megastore con super sconti nella zona di Ponte Milvio. Al termine di un incontro con i rappresentanti dell'azienda e con i commercianti della zona, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha mostrato la lettera con cui «Trony stanzia 110 mila euro come risarcimento per quanto accaduto nella famosa giornata di apertura».
ALLARME COLDIRETTI, AGLIO CINESE IGP
L’Unione Europea attribuisce per la prima volta all’aglio cinese di Jinxiang Da Suan il riconoscimento e la tutela comunitaria come prodotto ad Indicazione geografica Protetta (IGP). Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che la Commissione Europea ha pubblicato l’iscrizione nel registro delle Dop e delle Igp della denominazione richiesta dalla Repubblica popolare cinese sulla gazzetta ufficiale comunitaria del primo novembre per questo aglio cinese. Come noto - sottolinea la Coldiretti - l’Unione Europea ha aperto il proprio registro delle denominazioni ai paesi extracomunitari, nell’ottica di rendere compatibile la sua normativa con le richieste dell’organizzazione mondiale del commercio (WTO) e per mettere le basi per un mutuo riconoscimento delle denominazioni.
I cinesi sono i piu’ grandi consumatori e produttori di aglio a livello mondiale e la notizia ha creato l’allarme tra i produttori nazionali del gustoso bulbo che è particolarmente apprezzato in Italia con un consumo stimato - sostiene al Coldiretti - in 50 milioni di chili all’anno in molti piatti della cucina tradizionale, a partire dalla piu’ semplice bruschetta.
Nel 2010 l’Italia - afferma la Coldiretti - ha importato direttamente dalla Cina quasi 2,5 milioni di chili di aglio ma gli arrivi dal gigante asiatico nei primi sette mesi del 2011 sono aumentati del 18 per cento e soprattutto non tengono conto delle triangolazioni commerciali che spesso si verificano nel commercio del “profumato” condimento. Il gigante asiatico infatti - continua la Coldiretti - è stato spesso al centro di denunce dell’Olaf, ufficio anti-frodi dell’UE, per le operazioni di triangolazione che modificano l’ origine del prodotto cinese, finalizzate a non pagare i dazi, provocando perdite al fisco per milioni di euro e, aggiungiamo, danni ai produttori comunitari di aglio.
A rischio - continua la Coldiretti - ci sono i tanti agli tradizionali italiani che sono peraltro conosciuti e apprezzati nel mondo ed entrano come condimenti ricercatissimi nelle ricette più rinomate: l'aglio rosso di Sulmona e l'aglio polesano, e ancora l'aglio bianco di Vessalico,l'aglio di Voghiera, l'aglio dell'Ufita, l'aglio di Molino dei Torti, l'aglio di Resia, l'aglio Massese, gli agli rossi di Castelliri, di Nubia, di Procedo, il maremmano e l'aglio di Monticelli sono solo alcuni esempi delle specialità offerte sul territorio nazionale.
Potenzialmente - spiega la Coldiretti - la produzione di aglio cinese che potrebbe essere commercializzata con marchio comunitario IGP è pari a cinque volte il totale della produzione comunitaria. A preoccupare - continua la Coldiretti - è la reazione del consumatore europeo ed italiano, che potrebbe essere tratto in inganno dal marchio comunitario, scambiando il prodotto cinese per un prodotto dell’Unione Europea.
FONTE: COLDIRETTI
ANNUNCI DI LAVORO FASULLI, MULTA DELL' ANTITRUST
L'Antitrust ha inflitto una multa di 25.000 euro all'impresa individuale Lo Scrigno and Elle Esse Work at home di Prato Tiziana, per pratica commerciale scorretta. La società ha inserito espressioni tipo "Lavoro a domicilio - Offriamo confezionamento cinturini. Ottimi immediati guadagni. 800 913249 gratuita esclusi cellulari" all'interno delle sezioni dedicate alle offerte di lavoro di vari quotidiani. Gli annunci, quindi, risultavano inequivocabilmente rivolti a persone in cerca di lavoro e generavano il convincimento che, chiamando i numeri telefonici indicati, fosse possibile contattare il professionista ricevendo tutte le istruzioni necessarie per una concreta opportunità di lavoro. In realtà, rispondendo all'inserzione, i consumatori non ricevevano un corrispettivo per la manodopera prestata, ma si obbligavano ad acquistare un kit di materiale da assemblare, al prezzo di 22,91 euro per costi di spedizione e di imballaggio e di 46,09 euro alla consegna del pacco, senza che a tale contatto seguisse un rapporto di lavoro continuativo inserito in un'attività di impresa.
Secondo l'Autorità l'omissione dell'effettivo contenuto della proposta e, in via connessa, il suo carattere oneroso di fornitura a pagamento di beni, ha indotto in errore i destinatari, avvicinandoli con un annuncio che propone un'offerta di lavoro inesistente.
Secondo l'Autorità l'omissione dell'effettivo contenuto della proposta e, in via connessa, il suo carattere oneroso di fornitura a pagamento di beni, ha indotto in errore i destinatari, avvicinandoli con un annuncio che propone un'offerta di lavoro inesistente.
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