giovedì 27 ottobre 2011

ISTAT: AUMENTI DEI PREZZI OLTRE L' INFLAZIONE

I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dalle famiglie italiane registrano aumenti che non hanno alcuna giustificazione. Adusbef e Federconsumatori commentano così i dati presentati oggi dal presidente dell'Istat, Enrico Giovannini. A settembre l'inflazione su alcune componenti di spesa corrente delle famiglie italiane è stata del 3,7%, di molto superiore, quindi, al dato medio di settembre (pari al 3%).

"Questi andamenti - ha spiegato Giovannini - sono in gran parte determinati dalla forte crescita dei prezzi dei carburanti (19,2% per il gasolio e 16,3% per la benzina verde), mentre i prezzi dei prodotti alimentari mostrano dinamiche più contenute, sebbene sensibilmente differenziate al loro interno". Il Presidente dell'Istat ha segnalato anche gli incrementi elevati di alcune tariffe connesse all'abitazione (9,4% per l'acqua potabile, 4,8% per la raccolta rifiuti, 6,4% per la raccolta delle acque di scarico), e delle tariffe energetiche (4,7% per l'energia elettrica e 7,6% per il gas), che hanno determinato un incremento tendenziale dei prezzi dei prodotti relativi all'abitazione del 5,2%. Aumenti fuori misura anche per i trasporti: +9,4% per i trasporti ferroviari, +10,4% per i trasporti aerei e +49,7% per quelli marittimi. Anche i prezzi dei servizi assicurativi sui mezzi di trasporto continuano a mostrare una dinamica inflazionistica elevata pari al 5,4%.

Federconsumatori e Adusbef non comprendono come di fronte ad una caduta dei consumi il mercato reagisca con impennate inaccettabili di prezzi e tariffe. "Dietro ci sono motivazioni e comportamenti speculativi a cui bisognerebbe, in un Paese normale, dare ferme e forti risposte - dichiarano i due Presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti - Oltretutto le percentuali denunciate dall'Istat sono per noi sottostimate, infatti l'inflazione generale si sta attestando verso il 4% mentre il dato oggi denunciato dall'Istat per noi si sta situando pericolosamente sul 4,6-4,7% con ricadute di perdita di acquisto per una famiglia di 1410 euro annui. Tutto ciò inoltre, si aggiunge alle ricadute economiche che le varie manovre finanziarie comporteranno alle stesse, con ricadute negative sia aumentandone il malessere ma comportando ulteriori riduzioni alla produzione industriale e dei servizi del Paese con grave nocumento all'economia tutta".

lunedì 24 ottobre 2011

BAROMETRO FURTI NEI SUPERMERCATI, AUMENTO DEL 7%

I furti nei negozi sono aumentati. È un fenomeno mondiale: il taccheggio, le frodi da parte di dipendenti e fornitori, la criminalità organizzata e gli errori amministrativi nel 2011 hanno avuto un costo per il retail di 88,878 miliardi di euro, equivalente all' 1,45% delle vendite a livello globale. . La percentuale globale di differenza inventariali (le perdite causate da furti di clienti e dipendenti ma anche da errori amministrativi) ha subito un aumento del 6,6%, il più alto incremento mai registrato a partire dal 2007. In Italia, le perdite hanno raggiunto un valore di circa 3,5 miliardi di euro, cifra che rappresenta l'1,37% del fatturato del settore.

Rispetto al 2010, l'aumento è pari al 7%, superiore a quello delle medie europee e mondiali. È quanto afferma l'edizione 2011 del Barometro Mondiale dei Furti nel Retail, indagine indipendente sul numero e la tipologia di furti commessi all'interno dei punti vendita e della Grande Distribuzione, condotta dal Centre for Retail Research e patrocinata da Checkpoint Systems.
In Italia sono aumentati i furti commessi da parte dei clienti. Sono il 52,7% i taccheggi a opera di bande organizzate o di ladri non professionisti (a fronte del 52% nel 2010), un valore più alto rispetto alle medie europee e mondiali. Anche i furti ad opera dei dipendenti sono aumentati, passando dal 25% del 2010 al 25,9% di quest'anno. I furti costano ogni anno alle famiglie italiane 175 euro, circa 12 euro in più rispetto al 2010.

La classifica dei prodotti più rubati segue un andamento che è simile in Italia come nel resto del mondo e vede al primo posto gli accessori di lusso, seguiti dai prodotti hi tech (mp3, consolle, giochi) e da profumi e articoli di cosmesi. Al quarto posto si piazza l'abbigliamento. Al quinto, i gioielli. Segue poi il furto di cibo fresco, quali formaggi e carne. Ancora: prodotti per l'ufficio e articoli per il fai da te.
Spiega la ricerca: "Per ciò che concerne le tipologie di mercati maggiormente colpiti dai furti a livello globale, alcune delle percentuali medie più alte sono state rilevate nel settore moda e accessori (1,87%), seguito dal comparto Health & Beauty (1,79%). Tra i prodotti che hanno subito i maggiori incrementi rispetto al 2010 ci sono gli articoli per la cosmesi come mascara, eyeliner e ombretto, aumentati del 30% a livello globale, e l'abbigliamento da esterno, cresciuto del 15,3%"

domenica 23 ottobre 2011

FINDOMESTIC ED IL TASSO ERRATO, "NESSUN INGANNO, SOLO UN REFUSO"

Findomestic risponde all' articolo di Atroconsumo che segnalava l'ingannevolezza di uno spot in cui si pubblicizzava un Taeg inferiore a quello reale. L'agenzia finanziaria precisa che c'è stato un errore di digitazione: sull'importo della rata, infatti, al posto dell'1 è stato digitato un 5. Quindi le mail cui ha fatto riferimento Altroconsumo riportavano una rata di 256 euro invece che di 216, mentre il Taeg pubblicizzato del 7,95% si riferiva appunto alla rata di 216 euro. Comunque dalla mail, cliccando su "richiedi un preventivo", si arriva ad una pagina in cui si trova la stessa proposta con la rata corretta (identica a quella nella home page del sito): 14.000 euro in 84 rate da 216 euro, TAN 7,68% e TAEG 7,95%.
"Dunque non c'è stato nessun intento ingannevole - sottolinea Findomestic - in quanto la mail riportava una rata di 40 euro più alta e quindi meno attraente di quella corretta. La società si scusa dell'errore ed ha già preso provvedimenti per modificarlo immediatamente".
In merito al modulo IEBCC Findomestic fa sapere che esso è immediatamente disponibile: dopo aver fatto la simulazione nella prima pagina dei risultati, in fondo sulla sinistra, il cliente ha la possibilità di visualizzarlo e stamparlo oppure di riceverlo via email, iscrivendosi all'area clienti di Findomestic. Il documento non prevede la necessità di inserimento dei dati personali ma solo esclusivamente i dati utili per fare la simulazione (importo, rata, finalità, eventuale assicurazione). Infine, il modulo non è presente nella sezione "Documenti di trasparenza" poiché, come previsto dalla normativa, deve essere personalizzato secondo le richieste del consumatore.

venerdì 21 ottobre 2011

IKEA RITIRA LA TENDA "BUSA", RISCHIO LESIONI PER I BAMBINI

Con questo comunicato ufficiale Ikea Italia anuncia il ritiro della tenda gioco "Busa"

"IKEA invita i clienti che hanno acquistato una tenda BUSA a non utilizzarla e a riportarla in un negozio IKEA dove riceveranno il rimborso.
La struttura in acciaio della tenda può rompersi durante l'utilizzo, causando la formazione di parti taglienti che possono fuoriuscire dal tessuto della tenda e provocare lesioni ai bambini che vi giocano.

IKEA ha ricevuto la segnalazione di tre casi di rottura della struttura in acciaio con fuoriuscita dal tessuto della tenda. In uno di questi casi è stata riportata una ferita di lieve entità.
La tenda BUSA è in vendita nei negozi IKEA di tutto il mondo dal 1° agosto 2011.

Ci scusiamo per eventuali inconvenienti.
Per ulteriori informazioni contatta IKEA al numero verde 800.92.46.46, dalle 9 alle 20, da lunedì a sabato"

http://www.ikea.com/ms/it_IT/about_ikea/press/product_recalls/index.html 

MELLIN RITIRA UN LOTTO DI MERENDA FRUTTA

La Mellin sta ritirando dal mercato un lotto, quello indicato come E057, con scadenza il 26/02/2012, della merenda prugna-mela (4x100g). Il ritiro cautelativo, in accordo con le Autorità competenti, è dovuto alla mancata indicazione in etichetta della presenza di una proteina del latte, precisamente la Beta-lattoglobulina. Questa proteina, riconosciuta come allergene, non è però rischiosa per tutti. Il prodotto può, infatti, avere effetti indesiderati solo per chi è allergico al latte e ai suoi derivati.

Considerato il basso livello di rischio, la Mellin e le Autorità competenti hanno deciso di non procedere con un richiamo del prodotto in generale, come avviene nei casi di grave rischio per la salute, ma di attuare solo il ritiro di questo unico lotto. Inoltre, i controlli effettuati sullo stabilimento di produzione hanno consentito di escludere che altri lotti dello stesso prodotto o altri prodotti presentassero lo stesso problema.

FONTE: ALTROCONSUMO